settembre 23, 2021

winners SC2021

SorsiCorti 15th Edition

Short Film Festival

WINNERS

BEST SHORT FILM

Dualpa

by Mohammad Reza Reza Moradi
Iran | 2020 | 17’47” | fiction

Il demone Dualpa rappresenta le frustrazioni, le ansie e i desideri che ogni uomo si porta addosso, che lo legano e quasi schiacciano con il loro peso. Il film recupera il significato profondo di questa creatura mitica, attingendola da una cultura ancestrale e restituendola al mondo contemporaneo attraverso una storia narrata con grande accuratezza tecnica e la brillante interpretazione degli attori protagonisti.

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The demon Dualpa represents the frustrations, anxieties and desires that every man carries around with him, which bind him and almost crush him with their weight. The film recovers the profound meaning of this mythical creature; it draws it from an ancestral culture and returns it to the contemporary world through a story told with great technical accuracy and the brilliant performance of the lead actors.

BEST DIRECTOR

Sprötch

by Xavier Seron
Belgium | 2020 | 20’45” | fiction


Con un abile uso dei meccanismi comici, “Sprötch” sbatte in faccia allo spettatore la vigliacca indifferenza occidentale nei confronti di tragedie solo in apparenza distanti da noi e ci costringe davanti agli interrogativi educativi più scomodi.

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With a skilful use of comic mechanisms, “Sprötch” slams the cowardly Western indifference in the face of the viewer towards tragedies that are only apparently distant from us and forces us to face the most uncomfortable educational questions.

 

 

BEST EXPERIMENTAL SHORT FILM

Frames

by Farhad Pakdel
Canada | 2019 | 11’06” | technological transitions

Benché “Frames” sia stato realizzato prima del realizzarsi del fenomeno pandemico, di cui siamo oggi tutti quanti ostaggio e vittima del contesto, Farhad Pakdel riesce ad anticipare delle sensazioni di distanziamento sociale che oggi sono comuni per qualsiasi cittadino del mondo. Il regista, infatti, sospinto da un’accurata analisi socio-antropologica di un mondo da realizzarsi, immagina un avveniristica Montreal, nella quale osserviamo, attraverso i silenti occhi di una donna che cammina, il consumarsi di una società che dipende dagli algoritmi delle reti sociali tanto da non dovere più comunicare in alcun modo con chi incontra nel quotidiano: tutto viene registrato, attraverso una tecnologia innovativa, e l’analisi dei dati, opportunamente analizzati da un sistema centrale, permettono di definirne lo stato sociale, azzerando ogni più intima riflessione come pure ogni interazione emotiva. In questo muto dramma che è “Frames”, in cui si consuma la depressione della protagonista, isolata e avulsa da ogni contesto sociale, Pakdel riesce a far emergere con chiarezza la distanza che si crea dietro ogni gesto espresso, ma non dichiarato come volesse invitarci a riprendere il controllo di noi stessi, predicendo la nostra imminente schiavitù da un sistema che, rendendo ogni nostro gesto più immediato e semplice, ci priva tuttavia della nostra più intima libertà.

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Although “Frames” has been created before the emerging of the pandemic phenomenon, of which today we are all hostage and victim of the context, Farhad Pakdel manages to anticipate the sensations of social distancing that are now common for any citizen of the world. The director, in fact, driven by an accurate socio-anthropological analysis of a world to be realized, imagines a futuristic Montreal, in which we observe, through the silent eyes of a walking woman, the consummation of a society that realies on the algorithms of the networks so much so that they no longer have to communicate in any way with those they meet in everyday life: everything is recorded, through an innovative technology, and the analysis of the data, suitably analyzed by a central system, allows them to define their social status, eliminating any more intimate reflection as well as any emotional interaction. In this silent drama that is “Frames”, in which the protagonist’s depression is consummated, isolated and detached from any social context, Pakdel attains his goal to clearly bring out the distance that is created behind every gesture expressed, but yet not declared, as he wanted to invite us to regain control of ourselves, predicting our imminent slavery from a system that, by making our every gesture more immediate and simple, nevertheless deprives us of our most intimate freedom

AUDIENCE AWARD

Tutto è Vodù

by Martino Lo Cascio
Italy | 2020 | 29’13” | documentary

Ci sono i diritti umani, i diritti delle nazioni e delle culture, i diritti della Terra e degli esseri viventi. In questi appunti di viaggio, l’autore incontra persone e luoghi che rivendicano il diritto di professare la loro religione ancestrale, il Vodù. E per un’immersione autentica, sulle orme dei primi antropologi cineasti, si muove senza troupe e sorretto solo dal suo sguardo sospeso.

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There are human rights, nations and cultures rights, Earth and living beings rights. In these travel notes, the author meets people and places that claim the right to profess their ancestral religion, Voodoo. And for an authentic immersion, following in the footsteps of the first film-maker anthropologists, he moves without a crew and supported only by his suspended gaze.

 

SPECIAL MENTION

Al-Sit
by Suzannah Mirghani

Sudan | 2020 | 20’ | fiction

 

 

Con l’intelligenza e la poesia tipica dei sogni “Al-Sit” racconta una voglia di riscatto delicata e risoluta.

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With the intelligence and poetry typical of dreams, “Al-Sit” tells a delicate and resolute desire for redemption.

 

 

SPECIAL MENTION

Wine Lake

by Platon Theodoris
Australia | 2020 | 9’32” | fiction

Per la sua rara intensità emotiva, per lo sguardo profondo sul sentimento, espresso attraverso un raffinato linguaggio cinematografico e supportato dalla straordinaria interpretazione di Ailìs Logan, che dà forza e carattere al suo personaggio, Wine Lake merita una menzione speciale all’interno di questa edizione di Sorsicorti.

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For its rare emotional intensity, for its profound look at feeling, expressed through a refined cinematographic language and supported by the extraordinary performance of Ailìs Logan, who gives strength and character to her role, Wine Lake deserves a special mention in this edition of Sorsicorti.